Il liutaio

 

Vi sarà capitato di avere tra le mani una “Chitarra” con la “C” maiuscola, una vecchia Strato, una Les Paul o una vecchia Tele, chi ha avuto questa fortuna sa quanto sia difficile se non impossibile avere lo stesso calore sonoro e lo stesso feeling nelle nuove produzioni industriali, attenzione, ovviamente anche tra i vecchi strumenti, solo alcuni suonano bene, attenti quindi alla moda del “Vintage” a tutti i costi, ricordo alcuni strumenti blasonati negli anni 70 di pessima fattura.

Qualche tempo fa Enrico Pellizzer, l’insegnante di basso della mia scuola mi chiese di provare una Tele costruita artigianalmente nel suo laboratorio, “non ne potevo più della resa dei bassi industriali e ho iniziato a comprare i legni e a costruirmeli da solo”, incuriosito e incredulo (e un po’ diffidente) accettai di provarla ….. STUPEFACENTE, sustain e dinamica da vendere, maneggevole e veloce.

Non contento ho voluto farla provare a molti miei allievi (senza dire nulla) e tutti hanno avuto la stessa reazione  … stupore… incredulità e mi hanno confermato le prestazioni eccellenti dello strumento.

Ho chiesto spiegazioni a Enrico: il legno utilizzato è frassino di primissima scelta, americano e invecchiato sette anni,  dieci anni la stagionatura per  l’acero del manico e per il palissandro delle tastiere che è il pezzo forte, compatto (sembra ebano), il tutto verniciato a gommalacca e stoppino, per chi non lo sapesse, questa rifinitura, anche se non fa brillare la nostra chitarra come uno specchio, è l’unica “traspirante” e consente al legno di perdere acqua e quindi di proseguire la stagionatura, l’unica verniciatura moderna con caratteristiche simili è la nitrocellulosa anche se la sua risonanza e porosità sono inferiori; la resa timbrica a chitarra spenta è incredibile e amplificata restituisce tutto il suo colore.

Convinto e felice decido di farmi realizzare una Strato “Agostini signature”,  in sostanza una copia perfetta della Strato originale con i legni di Enrico, al sua arrivo lo strumento non delude e attualmente lo uso con soddisfazione a 360° gradi passando dal Jazz alla Joe Pass al blues alla Vaughan al Rock alla Page e soci, la conferma di quanto il legno e la liuteria siano importanti è sotto i miei occhi e le mie orecchie.

Sandro Agostini

Vi propongo alcune immagini  della realizzazione

Il commento di Paolo Raiteri :

Il frassino per le Tele e  le Strato  suona molto bene suprattutto quello americano (di palude); è un legno diverso per il peso specifico rispetto al nostro, se lo vedi al taglio di testa in nostro è molto compatto, l’ash invece è molto poroso. Questa caratteristica fa di quest’ultimo un legno fibroso, leggero e compatto nello stesso tempo,  non molto sonoro , anzi per meglio dire avendo piu’ camere acustiche dovute alla minor compattezza  suona un pò piu’ scuro a chitarra spenta rispetto ad un frassino europeo.

Se la tavola è un blocco unico senza incollaggi è preferibile, poi se il taglio  è lievemente di fiamma come nella tua chitarra in foto  è ancora meglio.  Suona bene anche l’ontano americano cioe l’alder di palude,  a volte non si distinguono molto le due essenze, a chitarra amplificata l’alder è ancora piu’ scuro e piace molto,  alcuni stratocasteristi convinti amano le 62 sia per il legno che per i p.u..

La verniciatura  se è sottile non ammazza più di tanto il suono, certo che gli appassionati fenderisti amano le vernici  nitro.  Personalmente non riesco a concepire una strato o una tele  in acrilico o poliuretanico non tanto per lo spessore della vernice  che talvolta puo’ essere anche minore della nitro ed assolutamente piu’ brillante,  ma è troppo bello, troppo attuale e più adatto a chitarre tipo  Gibson o P.R.S., una “flame top” ha una resa esagerata in acrilico o in poliuretanico. La Strato  ha un fascino molto vintage e io la concepisco solo nitro,  anche le acustiche, quando si tratta di verniciature lucide,  le preferisco esclusivamente nitro,  se vuoi vedere una mia chitarra acustica che ho costruito per un amico , puoi guardare le foto su F.B. di Davide kramer:  la chitarra è del 2005.

Il manico nella Strato è molto importante a volte le Frankestain suonano meglio perchè l’abbinamento corpo manico  risulta  più sonoro,  le Fender Custom Shop vengono assemblate secondo questo principio o almeno così dicono, in definitiva un corpo in ontano o frassino americano in blocco unico, un manico un pò grosso  e corposo in acero canadese + 3 bei p.u. monobobina possono  rappresentare una bella scelta.

Ultimamente ho costruito diversi p.u. monobobina per Fender ed è stata una grande soddisfazione , le reppliche vintage da me costruite suonano molto vicine agli originali , ho fatto insieme a miei ex allievi chitarristi  numerosissime prove e confronti con Antiquity Fender Custom Shop ed altri  e ti posso assicurare che montati sulle mie strato vintage erano pressochè indistinguibili.

La cosa  alla fine mi ha anche lasciato perplesso perche’ personalmente ho sempre esaltato e sopravvalutato i p.u. vintage,  avrei piacere di farteli provare,  non ho scoperto  l acqua calda,  ho cercato dopo tante prove di ottenere un buon compromesso tra materiali a disposizione, numero di avvolgimenti, tensione del filo e tipo di magneti  ma non voglio tediarti con le mie manie,  se questi argomenti ti interessano vedrò di nausearti con la prossima mail .  ciao a presto  dimmi se ti piace la verniciatura della chitarra di Davide Kramer, sono un fanatico di verniciature, mi sono attrezzato con le migliori pistole in commercio ed ho provato e sperimentato tantissimi materiali .

Manico in acero e tastiera in palissandro

2 commenti su “Il liutaio”

  1. ciao
    la mia è una domanda…anche un paio…
    a breve colorerò il manico in acero della mia tele e credo proprio che lo farò usando la gommalacca, oltre a questo prodotto devo finire con vernice ? Quante mani di gommalacca consigli ? Se devo dare più mani è necessario carteggiare ogni volta ?
    Grazie
    Buona giornata

  2. mi dispiace ma è una tecnica non facile, io mi affido al mio liutaio per questo, non posso accontentarti.

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