Pickups

Regolazione dei pickup
Sostituiamo i pickup ?

Scegliere un pickup adatto alle proprie esigenze non è una cosa facile

Proviamo a considerare la chitarra un insieme di elementi che, in base ai mate­riali usati e alle tecniche costruttive, dan­no luogo ad un’unica macchina sonora.
Le inevitabili differenze di peso, densità, luo­go di origine fra i legni usati conferiscono ad ogni chitarra una distinta personalità sonora che il pickup capta aggiungendo una propria colorazione e determinando cosi il suono finale che verrà poi inviato all’amplificatore.
A seconda dei casi si può optare per un modello che assecondi la timbrica della chitarra o per uno che ne compensi alcune caratteristiche. Ad esempio una chitarra tendente per natura ad un suono caldo ma aperto troverà il complemento ideale, per esaltare tali caratteristiche, in un pickup brillante e ben equilibrato sulle medie.
Una chitarra che sembri più indirizza­ta verso un suono piuttosto chiaro può essere equipaggiata con un pickup dolce sulle acute e presente sui bassi, in modo da conferire corpo al suono ed evitare asprezze, specialmente nei suoni saturi. Un suono equilibrato potrà sempre essere adattato alle esigenze dei momento con un uso sapiente dei controlli di tono, men­tre un suono sbilanciato, a causa della sua natura piuttosto complessa, è difficilmen­te correggibile anche volendo ricorrere all’uso di un equalizzatore.
Vediamo ora di capire come interpre­tare le specifiche tecniche fornite dai costruttori. Il dato fornito più frequentemente è la resistenza in corrente continua ed è conseguente al numero di spire e al diametro del filo di rame usato per l’avvolgimento.
Per i modelli basati su disegni tradizionali, siano essi in versione standard, vintage o custom shop, i valori tipici vanno dai 6 agli 8 KOhm circa per i single coin e dai 7,2 ai 9 KOhm circa per gli humbucking.

Nei pickup ad alto livello d’uscita, tipo hot, distortion, ecc., come negli humbucking disegnati per sostituire senza modifiche i modelli single coil, tro­viamo valori più alti, dai 13 ai 25 KOhm. In genere più il valore è elevato più aumenta il livello di uscita, mentre la rispo­sta in frequenza si riduce in proporzione.
Supponendo di paragonare due pickup dello stesso tipo, ad esempio due modelli per stratocaster stile vintage, con calamite in alnico 5 e resistenze di 6 KOhm l’uno e 6,5 KOhm l’altro, ci si potrà aspettare un suono più brillante dal primo ed un livello di uscita maggiore dal secon­do. Preferire l’uno all’altro dipende più dalle caratteristiche della chitarra e dal gusto personale che da una presunta su­periorità astratta dell’uno o dell’altro.

Va inoltre tenuto conto che le caratte­ristiche sonore sono legate al delicato bilanciamento di tutti i parametri in gioco e che ogni disegno ha i propri pregi e difetti: il pickup Stratocaster, ad esem­pio, ha un suono molto aperto e brillante, ma non ha un livello d’uscita sufficiente per ottenere suoni molto saturi ed è incline a ronzare; d’altra parte una ver­sione hot, con più spire nell’avvolgimento, offre un tim­bro più caldo, con potenza suf­ficiente per la saturazione ma impone la rinuncia all’ariosità sulle alte ed alla profondità in basso; se invece si vuole il timbro origina­le senza il ronzìo ci sono gli humbucking con avvolgimenti sovrapposti, purché si sìa disposti a sacrificare in parte la traspa­renza sonora.

single coil
single coil

Il picco di risonanza è un altro dato che a volte viene fornito e da un’idea della risposta in frequenza del pickup ma, a meno che non sia corredato da altri dati, come l’ampiezza del picco stesso, non permette di farsi un’idea della timbrica; infatti all’ascolto un esemplare con picco di risonanza a 5000 Hz può risultare più squillante di uno con picco a 7000 Hz.
Infatti se il primo pickup ha un’esalta­zione della risposta nella regione dei 2-3 KHz ed il secondo invece è più lineare, l’impressione sarà che il primo abbia più acuti, ma ad un ascolto più attento il se­condo risulterà più trasparente e più ri­spettoso delle caratteristiche della chitar­ra.
Comunque, indipendentemente dal­l’equilibrio fra le frequenze, fra due pickup dello stesso tipo quello con il picco di risonanza più alto avrà un suono più tra­sparente. Il picco di risonanza, inoltre, si abbassa dopo l’inserimento nel circuito elettrico della chitarra, in misura diversa secondo la qualità e i valori dei compo­nenti, modificando di fatto la risposta del pickup.
Materiale e dimensioni delle calamite usate determinano ampiezza e intensità del campo magnetico dando, per così dire, l’impronta al carattere sonoro del pickup. in base alla disposizione dei com­ponenti e alle dimensioni fisiche del pick-up il campo magnetico può avere una maggiore o minore ampiezza: minore è l’ampiezza più sottile è il suono.
Esempi classici sono il P90 rispetto alla maggior parte dei Fender oppure gli humbucking rispetto ai mini-humbucking.
Le calamite ceramiche determinano una maggiore sensibilità alle alte frequen­ze, con bassi asciutti e sono usate soprattutto nei modelli ad alto livello di uscita per compensare l’effetto sulle alte prodotto dal maggior numero di spire, oppure nei modelli in cui si voglia ottenere un suono aggressivo e con un marcato effetto pre­senza.
Le calamite in alnico 5 sono ormai uno standard grazie alla densità di flusso adat­ta ad ottenere un buon equilibrio fra rispo­sta in frequenza e dinamica per pickup di potenza media.
Le calamite in alnico 2 sono legger-mente meno potenti e danno acuti più morbidi; negli ultimi anni stanno trovando una sempre maggior diffusione in tutti i casi in cui si desideri ricreare accurata­mente le caratteristiche timbriche di famo­si pickup degli anni ’50.
Prima di optare per una marca o per l’altra sarà bene decidere che tipo di pickup si desidera, in base all’uso che se ne vuoi fare, in quanto se si confrontano due mo­delli vintage di costruttori diversi si note­ranno meno differenze che confrontando un vintage ed un distortion dello stesso costruttore.
Poi è innegabile che ogni prodotto nell’ambito di una data categoria presenti proprie caratteristiche distintive, anche se a volte, francamente, non sono cosi distin­tive come la pubblicità spesso vuol dare ad intendere.
Sui vari tipi offerti c’è da considerare che ci sono disegni ormai classici che devono il loro durevole successo al loro equilibrio fra potenza e caratteristiche timbriche; ci sono poi sempre più numero­se alternative che offrono questo o quel vantaggio;dai quarter pound con calamite surdimensionate ai modelli attivi, versatili e con un buon rapporto segnale/rumore, ma che a molti paiono un po’ freddi ed impersonali. Sarà una scelta personale decidere se avere più potenza o acuti cristallini, più trasparenza o assenza di ronzio.
Tutto, per il momento, non si può avere.

Articolo pubblicato sulla rivista Axe

Regoliamo i pick-up


Pickup

I pickup vanno regolati in altezza. Gli humbucker possono essere anche molto avvicinati alle corde, tenendo le stesse pigiate all’ultimo tasto e agen­do sulle viti di regolazione .
I pickup dovrebbero essere (più o meno) paralleli alle corde; se privi di una seconda vite su un lato della cornicetta, è possìbile realizzare il parallelismo inserendo un pezzetto di gommapiuma nella sede sotto il pickup inclinandolo leggermente.
Diverso il discorso per i single coil, in virtù del loro campo magnetico forte­mente localizzato; infatti nei single coil tradizionali ogni polo è in realtà il vero e proprio magnete (negli humbucker. nei P-90 o in alcuni mo­derni single coil il magnete è costitu­ito da una barretta posta sotto l’avvolgimento).
Ne consegue che i pickup di questo tipo non possono essere avvicinati troppo alle corde, pena problemi d’intonazione e scarsa vibrazione della corda trattenuta “al laccio” dal magnete.
Una distanza possibile ( tenendo pigiate le corde all’ultimo tasto ) è di 3 mm. tra polo e base del mi basso e appena un po’ meno dalla parte dei cantino.
Questo problema è ancor più eviden­te quando si vadano a sostituire i single coil originali con altri dello stesso tipo, ma più potenti.
L’effetto laccio sarà più forte, spesso con il risultalo paradossale di un minor sustain nonostante la maggiore po­tenza.
Nei set di più pickup è impor­tante cercare di equilibrare i rispetti­vi volumi, considerando che il pickup al manico è in una posizione pri­vilegiata (la vibrazione della corda è più ampia in quel punto rispetto alle prossimità del ponte), si cercherà, utilizzando il selettore e ascoltando il suono di ciascun pickup, di avvici­narlo o allontanarlo dalle corde fino a raggiungere una certa uniformità d’uscita.
Nessuno ci impedisce tuttavia di desiderare volumi di­versi su posizioni diverse del selettore.
Si può andare oltre, fino a regolare l’equilibrio tra corda e corda in ciascun pickup agendo sulle espansioni polari a vite (o brugola) nei pickup che ne sono dotati.
Sarebbe op­portuno non miscelare pickup di po­tenza troppo diversa e cercare co­munque di montarli in ordine decre­scente di potenza dal ponte verso la tastiera.

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