Costruire Pickups

Vi riporto queste utilissime informazioni dell’amico Paolo Raitieri :

Ecco alcune considerazioni derivate dall’esperienza che mi sono fatto nell’avvolgere chilometri di filo di rame: …….
E’ molto importante determinare la giusta tensione del filo, che si può ottenere e controllare con un “tensionatore”  di solito in dotazione alle bobinatrici , oppure gestita manualmente con infinita pazienza  come si faceva una volta.

Personalmente ho provato entrambe le tecniche e ritengo che il risultato sia analogo, tieni conto che alcuni artigiani che noi definiamo “puristi” preferiscono la tensionatura manuale che essendo incostante dona al pickup un suono più caldo e ricco di armoniche;  questo comunque è un dato rilevabile solo strumentalmente.

Il rame smaltato ha molta influenza sul suono: l’”Heavy Formvar AWG42” (0,06 mm. di diametro, un capello per cosi dire) è tipico delle Fender fino agli anni 1966/67,  da un suono rotondo e presenta con un ottima gamma timbrica sui medio/bassi.

Il rame “Plain Enamel AWG42(quello dal colore violaceo), usato di prima scelta per gli humbucking  Gibson, è adoperato dal 1967 in poi dalla Fender e da un suono molto brillante, forse un po’ più sottile ma con tantissime armoniche.

Con questo filo si fabbricano ottimi pickups per i modelli Telecaster (secondo la mia opinione!), per esempio se si monta un 10.000 spire di “Plain Enamel” sul pickup al ponte per la Tele, si ottiene un suono tipo humbucking;  che per la notevole induttanza presenta caratteristiche timbriche migliori (sempre a mio avviso ) rispetto ad un decantato “Barden” .

Viene adoperato molto anche il Polysol che ha caratteristiche intermedie ma non è molto stimato dai vari costruttori, personalmente lo ritengo comunque valido.

Qualcosa sull’alnico (magneti derivati da una composizione  con base ferro e contenente alluminio, nichel e cobalto) da utilizzare per gli avvolgimenti  posso aggiungere: tutti i costruttori ritengono sia importantissimo utilizzare alnico di fusione e non di sintesi per una migliore e più uniforme “magnetizzazione” ,  il suono dei vari tipi di alnico è un pò come il legno nelle chitarre:  ognuno ha il suo timbro , il fenomeno è più evidente nei single coin ma anche negli humbucking tradizionali .

L’alnico 2 da un suono abbastanza dolce sia per pickups single coin che per humbucking, per esempio il suono di “Slash” che piace tanto ai rockers, non ha molta potenza, alcuni con l’alnico 2 costruiscono ottimi pickups al ponte per Tele utilizzando 11.000/12.000 avvolgimenti e compensando così la minor potenza.

Il risultato è ottimo ma comunque è una questione di gusti; l’alico 3 ha un suono per alcuni definito più “ruvido”, io direi molto brillante sugli acuti e bellissimo sui bassi; le strato fino al 1962 montavano pickups in alnico 3 con 7.800 spire in “Formvard” e presentavano un suono molto singolare sui “maple neck”,  non molto potente ma veramente bello.

Nei modelli successivi direi che nei pickups  si ottiene il meglio utilizzando l’alnico 5 sempre con 7.800 avvolgimenti in “Formvard” ottenendo il suono strato tipico, con cantini più nasali e maggiore spinta su tutte le frequenze.

Irraggiungibile la bellezza, a mio avviso, del pickup alla tastiera delle strato del 1962 “Rosewood Neck”.

Quando “Stevie” , “Clapton” , “Knofler” e soci durante un solo cambiavano pickup per passare alla posizione “neck”, il suono che utilizzavano mi da ancora i brividi per l’intensità timbrica che  quel pickup ha in quella posizione.

L’alnico 4 non è molto adoperato e da un suono lievemente più sporco e molto adatto al blues.

L’amico Massimo Serra (che tra l’altro mi fornisce sempre tante informazioni e nozioni tecniche) , costruisce dei set molto interessanti per strato con questo alnico ,
L’alnico 5 è quello attualmente più adoperato e produce il suono attuale, molto bello, tipicamente strato con potenza e armoniche unite alla giusta distorsione, attualmente si trovano buone quantità di alnico che sono in generale, naturalmente di fusione.

Non c’è poi quella grande differenza con le produzioni vintage di origine afgana degli anni 50/60, con la giusta manipolazione di avvolgimenti cerature ed altro si riesce ad ottenere un suono sovrapponibile (questo a me dispiace perche sono un purista) ai classici (teniamo presente che manico e corpo delle Strato vintage caratterizzano non poco il suono).
A mio parere un ottimo risultato si ottiene mescolando alnico 3 con alnico 5 cosa che fa la “Fralin” in diversi modelli amplificando i 3 cantini in alnico 5 ed i 3 bassi in alnico 3, poi se il tutto è coniugato ad 8.500 spire in “Formvard” il risultato è splendido !

Paolo Raiteri al Gavazzana Blues

Paolo Raitieri

Un commento su “Costruire Pickups”

  1. Salve, ho trovato molto interessate il suo sito! io sto costruendo un basso elettrico fretless, modello pj, sono indeciso sui pick up, vorrei farli io ma ho parecchie domande a riguardo, innanzi tutto se ci sono differenze sostanziali tra pick up di chitarra e basso tipo sezione del filo, magneti, numero di spire ecc.. poi quanto il numero di spire influenza il timbro? come mi devo regolare a riguardo? ( io voglio ottenere un suono vintage, tipico dei jazz bass anni 74 dal suono “legnoso” e molto dinamico). Grazie! A presto!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Informazioni & suggerimenti per chitarristi