Slide – Il bottleneck

Anita & Davide duo e Sandro Agostinibook_blue

Suonare con il bottleneck cambia radicalmente la nostra filosofia di approccio allo strumento, si abbandona la sicurezza dei tasti per avventurarsi in un viaggio verso la nota “pensata e cercata” che dipenderà soprattutto dal nostro “feel” e dal nostro orecchio musicale. Gli inizi sono sempre “drammatici”, all’inizio l’abitudine alle posizioni di arrivo sulla zona dove appoggiavamo le dita genera delle stonature calanti da far accapponare la pelle !!La sensibilità giusta nel dosare la pressione del bottleneck è difficile da acquisire, ricordate soprattutto che lo strumento da utilizzare (specie in accordature aperte che richiedono tensioni minori) deve avere un action (la distanza delle corde dal manico) sufficiente per scivolare e tenere il suono senza toccare i tasti e deve montare corde non troppo sottili (consiglio minimo 011 al cantino). Superato questo impatto iniziale la sensazione di intonare la chitarra in libertà assoluta (come fosse la nostra voce) ci aiuterà ad acquisire un orecchio musicale straordinario nell’intonazione delle note e aprirà un nuovo mondo di suoni insospettabili.

Tipi di Slide e Bottleneck

Lezione introduttiva al testo ” Metodo di chitarra slide” ed. Carisch di Sandro Agostini – Le origini, le Hawai, Joseph Kekuku, le tecniche.

Il Botteneck

Il termine significa “collo di bottiglia”,ma difficilmente infileremo un vero collo di bottiglia al dito, sono disponibili in commercio molti tipi di slide (termine che si usa per definire il bottleneck) in tutte le misure e realizzati in materiali diversi.

Scegliere un bottleneck è un po’ come cercare un capo d‘abbigliamento, la taglia è fondamentale, deve entrare nel dito ( mignolo o altro che  sia ) senza stringere troppo e senza essere troppo largo, deve scendere e avvolgere il vostro dito fino alla base.

Il materiale è altrettanto importante :

L’acciaio inox cromato ; è molto comodo e scorrevole sulle corde, ha un attacco immediato senza troppo “sustain”, tende a enfatizzare le frequenze  alte, attenzione che l’interno sia inox, la ruggine è sgradevole da sentire a contatto con le dita.

L’ottone è molto risonante e più morbido e caldo sulle corde, ha una scorrevolezza minore e si ossida facilmente se non usato.

Il rame è caldo e morbido e privilegia le frequenze medie, essendo un metallo tenero scorre un po’ meno degli altri, questa caratteristica ci consente una buona precisione grazie alla frizione naturale sulle corde, molto leggero e gradevole da “indossare”.

Il vetro è tradizionalmente il materiale più usato, ha un suono morbido con molto sustain con peso contenuto, lo spessore è importante per ottenere un buon suono, particolarmente adatto per l’acustica ha il difetto di essere fragile e di scivolare dal dito con facilità.

Il pirex ha le stesse caratteristiche del vetro con un pò meno risonanza e fragilità.

La ceramica vetrificata è forse lo slide ideale, leggera e porosa all’interno, è gradevole da indossare in particolare d’estate e ha un sustain lunghissimo, purtroppo richiede una lavorazione costosa ed è fragile.

La forma del bottleneck è solitamente perfettamente cilindrica o più larga verso l’esterno per tastiere con profilo convesso, ogni forma va verificata e provata “sul campo”, ogni materiale utilizzato da risposte timbriche differenti e più il bottleneck sarà pesante e consistente maggiore sarà il “sustain” delle note.

La misura ch sceglieremo dovrà garantirci di poter calzare lo slide senza difficoltà e senza laschi eccessivi, anche il peso dovrà essere equilibrato per consentire un buon sustain ma anche agilità alla mano e la lunghezza dovrà permetterci di coprire tutte le sei corde.

La sperimentazione di molti slide vi aiuterà a trovare il “vostro bottleneck”, ogni mano ha caratteristiche diverse e lo slide deve adattarsi comodamente alle vostre dita….. a proposito, dove calzare il bottleneck ?

La regola è libera e aperta ad ogni sperimentazione, io consiglio per un uso completo delle altre dita di infilarlo nel mignolo, in questo modo sono possibili molte tecniche di costruzione di accordi e scale con le dita libere.

Il bottleneck ( letteralmente collo di bottiglia ) è un tasto scorrevole,infatti facendolo scivolare sulle cordesenza toccare i tasti sottostanti sostituisce la loro funzione variando nella sua corsa l’intonazione del suono in modo progressivo.

Le caratteristiche  determinanti del suono prodotto da un bottleneck sono la forma, il materiale e la pesantezza; vetro e ovviamente il metallo (acciaio ma anche ottone o altre leghe) sono i materiali più utilizzati ma esistono modelli in plexiglass e in ceramica. Comunque si può usare qualsiasi oggetto che possa scorrere sulle corde senza rovinarle e che produca un suono gradevole all’orecchio.

Il metallo produce un suono con un attacco molto forte, non ha un grande sustain, edquindi preferibile per musica rock., mentre il vetro é più adatto all’utilizzo acustico, avendo un suono con molto sustain e piuttosto caldo e dolce, attenzione che è anche molto fragile !.

Più il bottleneck é pesante, maggiore é il sustain e la precisione dell’intonazione delle note, dovremo cercare quindi un compromesso tra suono e maneggevolezza, evitando sia i “ ferri da stiro “ che i tubicini in alluminio per le pasticche, la sperimentazione aiuta a trovare il giusto compromesso tra il suono e la dimensione delle vostre dita.


La regola di base é che la lunghezza del bottleneck dovrebbe essere maggiore della larghezza della tastiera al capotasto, per evitare che durante l’uso il bottleneck vada a urtare le corde basse della chitarra con effetti indesiderati.

Il bottleneck va indossato dove preferite, io consiglio il mignolo ma non c’é una regola fissa.

Il bottleneck sull’anulare impedisce la diteggiatura di molti accordi sulla tastiera. ma l’anulare ha una maggiore forza e dunque una maggiore capacitá di dosare sulle corde anche bottleneck piuttosto pesanti nel modo più adatto.

Vi suggerisco di controllare sempre il movimento del bottleneck con un buon ancoraggio del pollice sul retro del manico, intatti il pollice deve rimanere con la punta nella stessa posizione mentre il bottleneck scivola sulla tastiera, in questo modo l’arrivo dello slide alle note è stabile, ben dimensionato e consente un vibrato di buona qualità.

Ricordate inoltre che le posizioni degli accordi sulla tastiera con i vari rivolti sono un’ottimo punto di riferimento per terminare correttamente e in modo impeccabile la vostra scivolata.

Anche l’inclinazione è importante, per esempio se si vuol far suonare solo il cantino in contemporanea con un basso a vuoto,è sufficiente variare l’inclinazione per liberare i bassi :

Pressione da esercitare sulle corde

Attenzione!!!!!

Quando scorrete il bottleneck sulle corde, la giusta pressione è difficile da acquisire, dovrete schiacciare a sufficienza per evitare ronzii e note discontinue senza mai toccare i tasti, il suono deve variare progressivamente durante la scivolata senza interruzioni !!!, le altre dita bloccano le vibrazioni indesiderate dietro il bottlenecke formano un unico blocco negli slide, aiutando la precisione dell’intonazione con la frizione che esercitano, salvo in slide particolarmente veloci o estesi, dove le dita aperte consentono maggiore agilità.

Punto di arresto del bottleneck

La posizione corretta di arrivo del bottleneck deve essere esattamente sopra la barretta e non al centro del tasto dove siamo abituati ad appoggiare le dita, un po’ di vibrato (piccoli movimenti del bottleneck) è consigliabile per correggere le imperfezioni di intonazione.

 
Dal testo METODO di CHITARRA SLIDE (Sandro Agostini – 2009)

 
 


Ecco qualche link interessante sul blues e sullo slide

http://www.krossroads.com

http://digilander.libero.it/bluesborder/

http://www.bcmai.it/

http://www.sonorika.com/v2/musica/genere/blues/

Slide Guitar Tabs

All slide guitar tabs are my interpretation of the songs and they are only for my own personal study. If you copy them you may violate some copyright law and you will burn Burn in guitar hell!!!

Ecco alcune accordature aperte

N.B. le accordature sono esposte dalla 1° alla 6° corda :

Open G :
D B G D G D

Open E :
E B G# E B E

Open D :
D A F# D A D

Open A :
E C# A E A E

Drop D :
E B G D A D


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